Una serata al Festival Dolce Cinema per scoprire la figura di Giulio Andreotti, o “Il Divo”

Par E. Oury

Martedì 11 Novembre, l’associazione Dolce Cinema ha organizzato la proiezione del film Il Divo uscito nel 2008. Dopo La Grande Bellezza, Le Conseguenze dell’amore, Il Divo è uno dei grandi successi del famoso regista Paolo Sorrentino. Questa serata è stata l’occasione di rimettere all’onore Il Divo, vincitore del premio del pubblico al Festival di Cannes.

Appena arrivati al cinema Juliet Berto, siamo ricevuti dai membri dell’associazione, e vediamo un affollamento di persone diverse, italiani, francesi, giovani, pensionati… La gioia di essere presente si vede su tutte le facce. Allora, andiamo ad incontrare alcuni degli spettatori… La prima donna spiega che attraverso il festival Dolce Cinema, cerca di esplorare elementi sociologici e culturali dell’Italia. Le piace tanto il cinema italiano che è la seconda volta che vede il film Il Divo. Un po’ più tardi, due amiche francesi molto impazienti di cominciare la proiezione, esclamano: “Il festival è portato da meravigliosi volontari che ci mettono tutto il loro cuore”. La prima amica è un’assidua frequentatricec del festival, ma la seconda l’ha scoperto il giorno prima! Confida di avere visto due film la domenica, che le sono piaciuti così tanto che ora vuole vedere tutti i film del Festival! E particolarmente interessata alla proiezione del Divo, perché apprezza molto il regista e l’attore principale. Le amiche affermano di apprezzare l’atmosfera nell’auditorium quasi tanto il film: “Adoro l’accento italiano delle persone che vengono al Festival”.

Quando entriamo nella sala Juliet Berto, scopriamo una sala di teatro, tutta rossa. Paolo, un membro dell’associazione, introduce la proiezione: “Come può un politico avere il titolo di Divo?” Questo è quello che scopriamo durante il film che tratta dei misteri del potente Giulio Andreotti…

La proiezione comincia. Attraverso lo sguardo dell’uomo che è stato sette volte Presidente del Consiglio, ci immergiamo negli “anni di piombo”. Dall’inizio, l’atmosfera è quella di tensione, con il rapimento di Aldo Moro, e gli omicidi misteriosi di banchieri, politici e giudici come Falcone. Durante il film, scopriamo i legami oscuri tra il Vaticano, la criminalità organizzata, la politica e il potente Andreotti. Il capo di Democrazia Cristiana era circondato da un gruppo di uomini molto potenti nel governo, la religione e l’economia. Questi uomini sembravano ammirare Andreotti e fidarsi di lui, ma allo stesso tempo, dicevano di non essere certi di conoscerlo. In effetti, Andreotti era un politico molto misterioso.

Penso che il film trasmetta fedelmente l’ambiguità del personaggio e delle apparenze. Durante tutto il film, anche se Andreotti è chiaramente l’uomo più potente, non si fa notare molto. Parla a voce bassa, ha lo sguardo rivolto a terra… Afferma che non deve mai essere vulnerabile, ma al contempo, scopriamo un uomo sensibile. Quando è da solo o nel confessionale, Andreotti confida che è si sente colpito della morte di Moro e di altre persone. Ma, come sappiamo, Andreotti negherà fino alla fine dei suoi giorni un coinvolgimento illegale con la mafia.

In poche parole, il film permette di capire l’atmosfera di tensione e di sospetto che circonda il misterioso e potente Andreotti.

Se avete l’occasione, io e le persone che ho incontrato vi consigliamo tutti di andare a vedere Il Divo, ma anche tutti gli altri film del Festival!


Article rédigé par E. Oury, étudiant à Sciences Po Grenoble

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